
L’arancio dolce (Citrus x sinensisè un antico ibrido appartenente alla famiglia delle Rutaceae che si propaga per talea o innesto.
Questo albero è originario del sud della Cina, in questo paese è coltivato sin dal 2500 a.C. Arriva in Europa ai tempi dei romani ma la sua coltivazione si afferma intorno al XV secolo nelle zone calde del continente. Nelle Americhe viene introdotto da marinai spagnoli durante la metà del 1500.
Attualmente è l’agrume più conosciuto e coltivato al mondo.
Questa specie non sopporta le basse temperature, sotto i 0 °C gli organi vegetali si danneggiano. Resiste bene alla siccità ma per produrre necessita di adeguati apporti idrici.
È particolarmente sensibile ai venti, questi infatti condizionano la stabilità delle giovani piante mentre su alberi adulti provocano la caduta prematura di molti frutti (cascola).
Si adatta bene a molti tipi di suolo ma preferisce terreni a medio impasto, leggermente sabbiosi e ben dotati di sostanza organica.
L’albero, che può raggiungere al massimo i 10 mt – 12 mt di altezza, ha chioma di forma globosa.
È una pianta sempreverde con foglie ovate e lucide il cui colore varia a seconda dell’età: appena emesse sono verde chiaro, maturando diventano verde scuro.
Sulla lamina fogliare sono presenti numerose ghiandole che producono oli essenziali.
I rami portano spine, lunghe e coriacee nei rami vegetanti, più piccole in quelli che portano frutta.
I fiori ermafroditi, singoli o riuniti in mazzetti, sono bianchi e si formano sul legno dell’anno.
L’arancia è una bacca, chiamata tecnicamente “esperidio”, la cui buccia arancione contiene molte ghiandole oleifere che producono essenze dal pregevole aroma.
La polpa è suddivisa in lobi (gli spicchi) e può essere arancione, gialla o rossa.
Le arance possono essere consumate fresche o utilizzate per preparare marmellate. Il succo d’arancia è particolarmente apprezzato come bevanda mentre la buccia è utilizzata in cucina per insaporire i piatti.
















